Escursioni in provincia di Trapani
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Chi sceglie di venire in vacanza a San Vito Lo Capo lo fa principalmente per il suo mare, ma va ricordato che da qui si possono raggiungere molti siti di interesse archeologico come Segesta, Selinunte e Mothia solo per citarne alcuni, nonchè effettuare escursioni nelle vicine riserve dello Zingaro e di Monte Cofano.
Qui di seguito una selezione di alcune delle località che a nostro avviso non si possono tralasciare di visitare venendo in vacanza a San Vito. |
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Torretta Pepoli
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Castello di Venere
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Erice sorge sulla sommità del monte omonino (m.751) che domina Trapani, la vallata e il mare. La cittadina mantiene, nel tracciato viario e nell'architettura degli edifici, l'impianto medioevale ben conservato con strette stradine tortuose lastricate e con caratteristici cortili interni. Città sacra agli Elimi fu sede, nell'antichità, di un celebre tempio dedicato alla dea della fecondità, della bellezza e dell'amore identificata con Astarte, poi con Afrodite ed infine dai Romani, con Venere Ericina protettrice dei naviganti. Munitissima fortezza contesa da Fenici, Greci, Romani fu distrutta dai Cartaginesi nel 260 a.C. Persa importanza in epoca romana, riappare con gli Arabi col nome di Gebel - Hamed, ma è solo all'epoca dei Normanni, nel XII sec., che riacquista importanza. Vengono ristrutturate le mura ed elevato un castello; la cittadina si ripopola, si arrichisce e si va componendo l'assetto urbanistico che è giunto fino a noi. Testimonianze artistiche ed archeologiche significative sono le possenti Mura di cinta, vestigia della presenza sicana elimo - fenicia e punica; la Chiesa madre, sorta nel XIV secolo per volere di Federico d'Aragona, con un magnifico portale gotico sormontato da un rosone; il Castello di Venere; i giardini del Balio; il Palazzo Municipale sede del museo Cordici e di una ricca biblioteca. In piazza S. Domenico si affaccia l'ex chiesa omonima, sede del "Centro di cultura scientifica Ettore Majorana".
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Panoramica di Trapani
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Le Saline
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L'antica Drepanon. Città la più lontana dal resto d'Italia e dalla Sicilia, ma la più misteriosa e ricca di testimonianze storico-culturali; sorge vicino alle Isole delle Egadi, al Monte Erice, e alla città di Marsala. Città a forma di falce alla cui estrema punta si erge la maestosa. Torre di Ligny, torre di avvistamento edificata nel 1671, oggi sede del Museo della preistoria. Le origini della città sono avvolte nella leggenda. Qui vissero gli Elimi, i Giganti, i Troiani, i Fenici e numerosi altri popoli. Già famosa un tempo per la pesca del corallo,fonte di ricchezza per l'economia del territorio, oggi sta recuperando l'antica tradizione che sembrava dimenticata. Da visitare il Museo Pepoli, La Cattedrale San Lorenzo, sita al centro storico di TrapaniIn periferia della città, adiacente della costa trapanese sorge La Riserva delle Saline di Trapani e Paceco. Un paesaggio pittoresco punteggiato da mulini e candidi mucchi di sale. Trapani, capitale siciliana del sale marino, che con la coltura e la raccolta del sale coniuga mirabilmente industria produttiva e rispetto dell' ambiente, assecondando un momento creativo della natura, avvalendosi della salinità proprià delle acque della Laguna, della forza del vento, catturato attraverso i mulini, e del calore del sole. Mare, Sole, Vento: gli ingredienti necessari a ottenere il Sale marino. La Storia della lavorazione del Sale la si può conoscere attraverso, il Museo della Sale, sito a Nubia, località del Comune di Paceco. |
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Duomo di Marsala
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Botti di vino |
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Marsala è un'attiva cittadina agricolo industriale (famoso è il suo omonimo vino esportato in tutto il mondo) sviluppatasi sul promontorio del Capo Boeo, un tempo Capo Lilibeo. I Fenici fondarono, nell'VIII sec. a.C., nella laguna dello Stagnone la città di Mozia che venne distrutta nel 397 a.C. da Dionisio I di Siracusa. Gli abitanti si rifugiarono sul vicino promontorio dove, insieme alle popolazioni elime e sicane, eressero un nuovo insediamento (Lilybeo) cinto da possenti mura, che divenne una delle principali città puniche siciliane.Nelle acque dello Stagnone fu recuperata nel 1969 una nave da guerra vecchia di 20 secoli, oggi esposta nel Museo del Baglio Anselmi. Importante base navale sotto i Romani, ne seguì le alterne vicende. Conquistata nell' 830 dagli Arabi e ribattezzata "Mars-Alì", ritornò ad essere, fino alla fine del XVI sec., un porto dove transitavano le merci più disparate dalla Sicilia verso il mondo e viceversa.
Marsala ritornò alla ribalta nel 1860 quando fu scelta da Garibaldi per sbarcare in Sicilia con i Mille ed intraprendere la conquista dell'isola che avrebbe portato all'Unità d'Italia. Di particolare interesse artistico è la Chiesa Madre: iniziata nel 1628 su una primitiva fondazione normanna, fu nei secoli successivi ampliata e, nel 1956, completata nella facciata. All'interno si trovano numerose opere del Gagini e dietro il duomo è stato allestito "Museo degli arazzi" che custodisce otto preziosi arazzi fiamminghi del XVI sec. raffiguranti episodi della guerra di Tito contro i Giudei. Una tradizione vecchia di almeno 350 anni è la "Sacra rappresentazione del Giovedì santo": ragazze con preziosi costumi e adorne di un'enorme quantità di gioielli sfilano per le strade di Marsala con personaggi che ripropongono scene della Passione. |
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Casa dei Mosaici
e Museo Whitaker
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Isola di Mozia |
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Risale al VIII sec. a.C., sorge lungo la laguna della Riserva naturale dello Stagnone di Marsala, insieme all'isola Longa, a quella di Santa Maria e della Schola, formano le isole dello Stagnone. E' una delle colonie mediterranee più importanti della civiltà fenicio-punica, sito strategico per la sua vicinanza alla potente Cartagine. L'isoletta è di proprietà della Fondazione Whitaker, che grazie al ricco mercante, proprietario dell' isola, Giuseppe Whitaker nel 1875 iniziò nella sua isola una prima campagna di scavi creando così un museo archeologico. L'isola-museo conserva numerose testimonianze della cultura fenicio-punica: fortificazioni, porte, santuari, un'antica necropoli utilizzata per il rito di incenerazione dal VIII al VI secolo a.C., il bacino di carenaggio "Cothon", la statua "Giovinetto di Mothia", la maschera dell'uomo ridente, rovine della "Casa dei mosaici" e la strada sommersa che unisce l'isola alla terraferma di Birgi, dove si trova la necropoli nuova con le sepolture del VI e V sec. a.C. La distruzione di Mothia nel 379 a.c. ad opera di Dionisio, il Vecchio, costrinse gli abitanti a spingersi fino a Capo Boeo, dove fondarono l'antica Lilybeo, odierna Marsala, ricca di testimonianze, puniche, romane, normanne, arabe e spagnole. |
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Tempio Dorico
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Teatro Greco |
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Segesta è uno dei centri archeologici più importanti e suggestivi della Sicilia dove si trovano gli esempi di architettura dorica meglio conservati. Il tempio, edificato fuori dalla cinta muraria della città, si erge solitario su una nuda collina. In questo paesaggio esso appare al viaggiatore perfetto nella sua conservazione: in stile dorico, sulle alte colonne non scalate poggia una trabeazione spoglia con metope lisce. La mancanza di tracce della cella centrale fa suporre che la sua costruzione, partita dall'esterno verso l'interno, sia stata interrotta, o che il tempio fosse un peristilio pseudo-templare.
Segesta, fondata dagli Elimi, divenne, nel V secolo a.C., una città florida e potente così di un vasto territorio. Greca di costumi, fu rivale di Selinunte contro cui ingaggiò una lunga guerra chiedendo anche l'aiuto prima di Atene e poi di Cartagine. Distrutta nel 307 a.C. da Agatocle, tiranno di Siracusa, fu rifondata dai Romani che la dotarono di vasti territori e la dichiararono città "libera et immunis". A questo periodo risale l'edificazione del teatro, in puro stile ellenico, situato di fronte al morbido paesaggio delle colline che degradano verso il mare. Ampio semicerchio di circa 60 m. di diametro, conserva ancora gradini scavati nella roccia e qualche avanzo della struttura scenica. Recenti scavi hanno portato alla luce resti della città di epoca romana, medioevale e normanna. Durante l'estate a cadenza biennale, vengono rappresentati spettacoli classici di ogni parte del mondo. |
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Tempio C
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Tempio E |
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Selinunte |
Selinunte è situata nel comune di Castelvetrano, a circa 8 Km da Mazara del Vallo e a pochi Km dalle Cave di Cusa. E' una delle località di interesse archeologico più importanti del Mediterraneo: l'imponenza e la maestosità delle rovine testimoniano la grandezza della colonia greca ed offrono uno spaccato dell'urbanistica di una città greca del V sec. a.C. Fondata nel corso del VII sec. a. C. da un gruppo di coloni di Megara HYblaea, costituiva la punta più avanzata, verso occidente, dei territori greci della Sicilia. Si sviluppò nei secoli sino a diventare la più grandiosa tra le città della Sicilia ellenistica, specialmente per i suoi colossali templi, gli unici fra quelli siciliani ad essere decorati con sculture. Dopo la distruzione da parte cartaginese nel 409 a.C., la città non si riprese più e se ne perse anche il nome. Solo nel Cinquecento lo storico Tommaso Fazello ne identificò il sito e nell'Ottocento si iniziò una sistematica campagna di scavi che ha portato alla luce i vari templi. Sulla collina orientale si trovano:
- Tempio G, uno dei più grandi dell'antichità, forse dedicato ad Apollo
- Tempio F, di stile arcaico, sorto probabilmente nel VI sec. a.C.
- Tempio E, in perfetto stile dorico, sarebbe stato dedicato ad Hera
- Tempio C, uno dei più antichi esempi di architettura templare dorica esistenti e risalente alla prima metà del VI sec. a.C.
- Tempio E, il più seggestivo grazie alla sua totale ricostruzione.
Possedeva alcune metope figurate che ornavano la parte frontale. |
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Litorale costiero
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Cala dell'Uzzo
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Riserva Naturale Orientata dello Zingaro
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La prima riserva naturale instituita in Sicilia, ingloba un tratto di circa 7 km di splendida ed assolutamente incontaminata costa, con un aspro tratto di rocce calcaree dolomitiche, si estende nella parte occidentale del Golfo di Castellammare, nella penisola di Capo San Vito che si affaccia sul tirreno. La riserva ricade tra il Comune di San Vito Lo Capo e di Castellammare (da Cala Mazzo di Sciacca a Sud, fino alla Tonnarella dell'Uzzo a Nord. con accesso al visitatore da ambo le parti. Molteplici sono gli aspetti che caratterizzano il territorio della riserva e che possono suscitare svariati interessi al visitatatore. Si, perchè lo Zingaro è il suo mare, le sue calette e le spiagge fantastiche ed incontaminate. Importantissimo per le grande ricchezza di piante rare ed endemiche, lo Zingaro lo è forse ancora di più dal punto di vista della fauna: l'esistenza di nicche ecologiche molto varie consente infatti una diversersità faunistica elevata non riscontrabile in altri luoghi dell'Isola. Lo Zingaro è storia, storia dell'uomo, in cui segni sono ancora evidenti nella grotta dell'Uzzo, nelle case di campagna, nel Borgo Cusenza, nella Torre e nella Tonnarella dell'Uzzo. |
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