Mothia

Risale al VIII sec. a.C., sorge lungo la laguna della Riserva naturale dello Stagnone di Marsala, insieme all'isola Longa, a quella di Santa Maria e della Schola, formano le isole dello Stagnone. E' una delle colonie mediterranee più importanti della civiltà fenicio-punica, sito strategico per la sua vicinanza alla potente Cartagine. L'isoletta è di proprietà della Fondazione Whitaker, che grazie al ricco mercante, proprietario dell' isola, Giuseppe Whitaker nel 1875 iniziò nella sua isola una prima campagna di scavi creando così un museo archeologico. L'isola-museo conserva numerose testimonianze della cultura fenicio-punica: fortificazioni, porte, santuari, un'antica necropoli utilizzata per il rito di incenerazione dal VIII al VI secolo a.C., il bacino di carenaggio "Cothon", la statua "Giovinetto di Mothia", la maschera dell'uomo ridente, rovine della "Casa dei mosaici" e la strada sommersa che unisce l'isola alla terraferma di Birgi, dove si trova la necropoli nuova con le sepolture del VI e V sec. a.C. La distruzione di Mothia nel 379 a.c. ad opera di Dionisio, il Vecchio, costrinse gli abitanti a spingersi fino a Capo Boeo, dove fondarono l'antica Lilybeo, odierna Marsala, ricca di testimonianze, puniche, romane, normanne, arabe e spagnole.

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